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EUDR: la Commissione europea pubblica la revisione 2026 - Professional Academy

EUDR: la Commissione europea pubblica la revisione 2026



A seguito della pubblicazione del 30 aprile 2026 da parte della Commissione europea della revisione del Regolamento EUDR, il 4 maggio 2026 sono emerse le prime analisi operative e interpretative diffuse da studi legali e operatori del settore.

 

EUDR: obiettivi, criticità iniziali e aggiornamenti normativi

Il Regolamento (UE) 2023/1115 (EUDR) introduce obblighi finalizzati a garantire che determinati prodotti immessi sul mercato europeo non siano associati alla deforestazione.
La sua attuazione ha tuttavia evidenziato, sin dalle prime fasi, significative criticità operative, in particolare con riferimento alla due diligence, alla tracciabilità lungo la filiera e alla definizione delle responsabilità tra operatori e commercianti.

In questo contesto si inserisce il precedente intervento normativo adottato a fine 2025.

Il Regolamento (UE) 2025/2650, pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 23 dicembre 2025, ha previsto quale data di applicazione del Regolamento (UE) 2023/1115 il 30 dicembre 2026 per gli operatori e i commercianti diversi dalle micro e piccole imprese, mentre per queste ultime la decorrenza è stata fissata al 30 giugno 2027.L’intervento è stato adottato per consentire un adeguamento progressivo degli operatori, alla luce delle complessità emerse nella fase di implementazione.

La revisione pubblicata dalla Commissione europea il 30 aprile 2026 e oggetto delle prime analisi del 4 maggio, si inserisce in continuità con tale impostazione:non si tratta di una modifica sostanziale del regolamento, bensì di un intervento volto a migliorarne l’applicabilità operativa.Il quadro che si delinea è quello di una semplificazione degli adempimenti, senza riduzione degli obblighi sostanziali.

 

Che cosa comportano le nuove indicazioni?

Le indicazioni vanno nella direzione di una maggiore proporzionalità della due diligence, con riduzione delle duplicazioni documentali e una migliore calibrazione degli obblighi in funzione del ruolo degli operatori nella filiera.
Un ulteriore elemento rilevante riguarda la maggiore chiarezza nella definizione dei ruoli lungo la supply chain.

Le nuove indicazioni contribuiscono a distinguere in modo più netto tra operatori e commercianti, chiarendo gli obblighi dei soggetti a valle e migliorando la coerenza dei flussi informativi.
Inoltre, particolare attenzione è riservata alle micro e piccole imprese, per le quali si conferma un approccio più semplificato, con l’obiettivo di ridurre il carico amministrativo e favorire un’implementazione progressiva del sistema.

Contestualmente, la Commissione europea ha aggiornato le FAQ e le linee guida operative, strumenti fondamentali per l’interpretazione e l’applicazione uniforme del regolamento. In questo contesto, la compliance EUDR risulta sempre più dipendente non solo dal testo normativo, ma anche dagli orientamenti interpretativi che ne accompagnano l’attuazione.

Nonostante le semplificazioni introdotte e il rinvio dei termini, restano invariati gli elementi strutturali del regolamento: gli operatori devono continuare a garantire la tracciabilità dei prodotti, dimostrare la conformità alla condizione di “deforestation-free” e rispettare i meccanismi di controllo e le eventuali sanzioni previste.

 

Un sistema più gestibile ma invariato nei principi

Alla luce degli aggiornamenti emersi il 4 maggio, le imprese sono quindi chiamate a un adeguamento progressivo dei propri processi di due diligence, dei sistemi informativi e delle relazioni con la supply chain.

Il nodo centrale resta oggi l’interpretazione operativa delle semplificazioni introdotte.

Queste semplificazioni confermano un’evoluzione significativa dell’impianto applicativo dell’EUDR: un sistema più gestibile sul piano operativo, ma invariato nei suoi obiettivi e nel livello di responsabilità richiesto agli operatori economici.

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