Home / Blog / Azienda / In arrivo le regole per l’accreditamento dei verificatori CBAM
La Commissione Europea ha pubblicato, il 20 novembre 2025, la bozza del regolamento delegato sull’accreditamento dei verificatori CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism). È un passaggio fondamentale per la piena applicabilità del sistema, attualmente già in vigore in fase transitoria, che inizierà dal 1° gennaio 2026.
Il documento definisce i requisiti che gli organismi di verifica dovranno rispettare per certificare le emissioni incorporate nei beni importati nell’Unione europea. Per le aziende coinvolte dal sistema CBAM, questa novità rappresenta un punto di svolta: senza verificatori accreditati non sarà possibile utilizzare valori reali delle emissioni, con il rischio di dover ricorrere a valori standard più penalizzanti.
La bozza stabilisce che i verificatori dovranno essere:
Una volta accreditati, saranno registrati nell’apposito Registro CBAM, lo stesso sistema che ospita dichiaranti, impianti e documentazione ufficiale. Solo i verificatori presenti in questo registro potranno rilasciare rapporti validi ai fini CBAM, consentendo alle imprese di certificare le “actual embedded emissions” dei propri prodotti. La pubblicazione della bozza anticipa, quindi, le procedure operative che saranno formalizzate nei prossimi mesi e permette alle aziende di iniziare a prepararsi.
Per comprendere la portata di questa novità è utile ricordare brevemente che il CBAM è il nuovo sistema europeo che introduce un prezzo sul carbonio associato alle emissioni dei beni importati nell’UE, con l’obiettivo di contrastare il “carbon leakage” e proteggere la competitività delle imprese europee. Fino al 31 dicembre 2025 sarà in vigore il periodo transitorio, in cui gli importatori devono trasmettere trimestralmente i dati sulle emissioni incorporate, senza costi finanziari. Dal 1° gennaio 2026, invece, il meccanismo diventerà pienamente applicabile in via definitiva e richiederà una dichiarazione annuale e l’acquisto di Certificati in proporzione alle emissioni dichiarate.
In questo scenario, la verifica indipendente delle emissioni diventerà un elemento centrale della compliance. Le aziende coinvolte, così come gli operatori extra-UE che esportano verso l’Europa, dovranno garantire la disponibilità di dati completi, tracciabili e verificati. L’accreditamento dei verificatori è quindi il primo tassello per costruire un sistema affidabile che permetta di evitare l’applicazione dei valori predefiniti (spesso più elevati) e di dimostrare la reale impronta carbonica dei propri prodotti.
La pubblicazione della bozza del regolamento rappresenta dunque un invito alle aziende a prepararsi per tempo, perchè sarà necessario:
Anticipare questi adempimenti non solo faciliterà la conformità alle scadenze del 2026, ma potrà anche rappresentare un vantaggio competitivo in un mercato sempre più orientato verso la sostenibilità e la trasparenza.
Il quadro normativo che riguarda l’applicazione del CBAM è soggetto a frequenti modifiche e per gli operatori non è facile orientarsi, conoscere le novità e applicarle tempestivamente.
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