Home / Blog / Azienda / GPSR e Codice del Consumo: come adeguare processi, etichette e controlli
Dal 16 maggio 2026 è in vigore il D.Lgs. 78/26, il provvedimento che adegua il Codice del Consumo alle disposizioni del Regolamento UE 988/23 sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR).L’intervento normativo modifica in modo significativo la disciplina nazionale della sicurezza dei prodotti, introducendo nuovi obblighi informativi, ridefinendo le responsabilità degli operatori economici, digitalizzando le procedure di segnalazione dei prodotti pericolosi e aggiornando il sistema sanzionatorio.Le novità interessano produttori, importatori, distributori, fornitori di marketplace online e, più in generale, tutti gli operatori che immettono o mettono a disposizione prodotti destinati ai consumatori.
Più informazioni obbligatorie
Una delle modifiche più immediate riguarda l’articolo 6 del Codice del Consumo. Per i prodotti destinati al consumatore e commercializzati in Italia non sarà più sufficiente indicare il nome o la ragione sociale del produttore o dell’importatore stabilito nell’Unione Europea. Dovranno essere riportati anche:
Si tratta di un cambiamento che impone alle aziende di rivedere etichette, confezioni, manuali e documentazione commerciale per garantire la presenza di tutte le informazioni richieste dalla normativa.
Responsabilità estese a tutta la filiera
Il decreto modifica l’articolo 102 del Codice del Consumo e introduce un principio molto chiaro: gli operatori economici devono immettere o mettere a disposizione sul mercato esclusivamente prodotti sicuri. La disciplina si applica anche ai prodotti venduti online o attraverso qualsiasi altro canale di vendita a distanza.Per le aziende questo significa che la verifica della sicurezza non può essere limitata alla fase produttiva, ma deve accompagnare l’intero ciclo di commercializzazione del prodotto.Restano esclusi dall’ambito di applicazione alcuni prodotti già disciplinati da normative specifiche, tra cui alimenti, mangimi, medicinali, prodotti fitosanitari, animali vivi, aeromobili e oggetti d’antiquariato.
Nuovi obblighi
Il nuovo articolo 104 del Codice del Consumo richiama direttamente gli obblighi previsti dal Capo III del GPSR e rafforza il dovere di collaborazione con le autorità di vigilanza. Gli operatori economici devono:
Quest’ultimo aspetto è particolarmente rilevante per le aziende che importano prodotti dall’estero o commercializzano beni attraverso piattaforme internazionali.
Safety Gate e notifiche digitali
Tra le novità più importanti introdotte dal D.Lgs. 78/26 vi è la creazione di un sistema digitale integrato per la gestione dei prodotti che presentano rischi per la salute e la sicurezza dei consumatori. Il sistema ruota attorno a tre strumenti:
Maggiore attenzione ai marketplace
Il decreto rafforza inoltre il coordinamento tra le autorità di vigilanza e il Coordinatore dei Servizi Digitali per le attività di controllo sui fornitori di mercati online.Si tratta di una misura che conferma la crescente attenzione delle istituzioni europee verso la sicurezza dei prodotti venduti attraverso piattaforme di e-commerce e marketplace digitali.
Nuove sanzioni
Particolarmente rilevante è la revisione dell’articolo 112 del Codice del Consumo. L’operatore economico che immette sul mercato o mette a disposizione prodotti pericolosi rischia:
Se il prodotto presenta un rischio grave, l’importo può essere aumentato fino alla metà.Sono inoltre previste:
Le sanzioni vengono irrogate dalla Camera di Commercio territorialmente competente.
Come adeguarsi
Alla luce delle nuove disposizioni, è consigliabile effettuare un audit interno per verificare:
Il D.Lgs. 78/26 rappresenta un passaggio fondamentale nell’attuazione del GPSR in Italia e richiede alle imprese un approccio sempre più strutturato alla gestione della sicurezza dei prodotti, alla tracciabilità e alla conformità normativa.
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