Home / Blog / Azienda / Pubblicati i nuovi Regolamenti UE per l’applicazione definitiva del CBAM
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM) è entrato ufficialmente nella sua fase definitiva a partire dal 1° gennaio 2026: proprio per questo motivo è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea (il 22 dicembre 2025) un pacchetto di 8 regolamenti tecnici e procedurali che definiscono le regole operative per le imprese importatrici di merci ad alta intensità di emissioni. Questo passo normativo è fondamentale per le aziende coinvolte nel commercio internazionale di acciaio, cemento, alluminio, fertilizzanti, elettricità e idrogeno, perché impone obblighi concreti per la compliance ambientale e doganale.Tra questi rientrano (oltre alla dichiarazione periodica già in vigore durante la fase transitoria) anche l’acquisto e la restituzione delle Certificazioni CBAM commisurate alle emissioni di CO₂ associate alle merci.
I nuovi Regolamenti UE
Il pacchetto di 8 regolamenti pubblicati il 22 dicembre 2025 dà corpo alle disposizioni tecniche e operative necessarie per applicare il CBAM in modo uniforme e coerente in tutti gli Stati membri. Tra i punti principali:
Scadenze e adempimenti obbligatori
Con l’entrata in vigore del CBAM nella sua fase definitiva, le aziende che importano merci soggette al meccanismo devono adeguarsi rapidamente. Gli obblighi principali includono la registrazione come dichiarante CBAM autorizzato, la raccolta di dati accurati sulle emissioni fornite dai produttori esteri, la verifica da parte di organismi accreditati e il corretto calcolo delle Certificazioni da acquistare e restituire alle autorità competenti.
Inoltre, è previsto un nuovo regime di esenzioni “de minimis” basato su una soglia di 50 tonnellate di merci CBAM importate all’anno, che esclude dall’obbligo circa il 90% dei piccoli importatori, pur mantenendo la copertura di oltre il 99% delle emissioni totali attraverso il meccanismo.
Non si tratta più di una fase “di transizione”, ma di un regime operativo obbligatorio. La mancata osservanza degli adempimenti può comportare rischi di sanzioni, ritardi doganali e costi non previsti, con impatti sulla competitività e sulla gestione della supply chain.
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