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Late Talkers: chi sono, come riconoscerli e perché la scuola può fare la differenza - Professional Academy

Late Talkers: chi sono, come riconoscerli e perché la scuola può fare la differenza



Nel contesto educativo, capita sempre più spesso di incontrare bambini che parlano poco o in modo limitato rispetto ai coetanei. In questi casi si parla di Late Talkers.

Si tratta di bambini, generalmente tra i 18 e i 30 mesi, che presentano un ritardo nell’espressione linguistica, ma uno sviluppo globale nella norma: comprendono, interagiscono, giocano e si relazionano in modo adeguato.

 

Cosa significa, concretamente, essere un Late Talker?

Un bambino Late Talker:

  • utilizza un numero ridotto di parole (meno di circa 50 intorno ai 2 anni);
  • non combina ancora parole (“mamma acqua”, “voglio palla”);
  • comprende ciò che gli viene detto;
  • comunica attraverso gesti, sguardi, indicazione;
  • mostra interesse per la relazione e lo scambio comunicativo.

È importante sottolineare che non si tratta necessariamente di un disturbo del linguaggio, ma di una condizione di rischio evolutivo, che richiede osservazione attenta e, quando necessario, intervento precoce.

 

Il ruolo dei docenti

I docenti, soprattutto nella scuola dell’infanzia, hanno una posizione privilegiata per osservare:

  • le competenze comunicative nel gruppo dei pari;
  • l’intenzionalità comunicativa;
  • le modalità alternative di espressione.

Uno sguardo competente può fare la differenza nel riconoscere precocemente segnali di difficoltà e attivare un confronto con la famiglia e gli specialisti.

 

Un primo ponte: la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA)

In questo scenario, la CAA rappresenta uno strumento prezioso anche per i Late Talkers.
Non sostituisce il linguaggio verbale, ma lo accompagna e lo sostiene, offrendo al bambino ulteriori modalità per comunicare: immagini, simboli, gesti.

Perché è utile anche in ambito educativo?

  • Riduce la frustrazione legata alla difficoltà di esprimersi
  • Sostiene l’intenzionalità comunicativa
  • Favorisce la partecipazione alle attività
  • Crea un ambiente comunicativo più accessibile per tutti

Integrare semplici strategie di CAA nella quotidianità scolastica significa promuovere un principio fondamentale:tutti i bambini devono poter comunicare, fin da subito.

 

In sintesi

Intercettare un Late Talker non significa etichettare, ma offrire opportunità comunicative in più.

E la scuola può diventare uno spazio chiave in cui il linguaggio — in tutte le sue forme — viene sostenuto, valorizzato e fatto crescere.

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