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La correlazione tra emozioni e tipologie di comportamenti - Professional Academy

La correlazione tra emozioni e tipologie di comportamenti



Secondo l’approccio socio-costruttivista, le emozioni complicano e diversificano il comportamento umano e quest’ultimo dipende da come l’individuo interpreta la sua relazione con l’ambiente. Secondo Vygotskij, tutte le forme in cui si sviluppa tale interazione sono la base per il comportamento emotivo. Già dall’origine delle emozioni, dalle forme istintive del comportamento, si può intuire che esse sono il risultato della valutazione, da parte dell’organismo stesso, della sua relazione con l’ambiente. In questo modo la reazione emotiva, in quanto reazione valutativa, secondaria e circolare, è un potente organizzatore del comportamento; ha quindi funzione attiva nel dirigere l’attività dell’individuo.

Ogni emozione quindi ha una duplice funzione: è spinta d’incitazione o di rinuncia all’azione, cioè predispone l’individuo a reagire; ha una funzione di regolazione e coordinamento delle reazioni, intensificandole, eccitandole, stimolandole o trattenendole; ha quindi la funzione di organizzatore interno del comportamento.

Sotto sono riportati degli esempi. Nel primo esempio la situazione rappresentata è dalla richiesta di eseguire un compito complesso, in entrambi i casi si vive un’emozione negativa di timore, che segue una valutazione di difficoltà e possibile insuccesso: ne segue la rinuncia. La tendenza ad arrendersi e a rinunciare di fronte ad attività impegnative è una delle principali cause dello scarso rendimento, in assenza di deficit intellettivi.

Il primo meccanismo psicologico sottostante alla tendenza di arrendersi è la bassa tolleranza alla frustrazione che può condurre alla collera e all’ostilità oppure a provare ansia. Un altro meccanismo psicologico, che può portare ad arrendersi facilmente di fronte alle difficoltà, è la bassa autostima di sé. Ogni persona per agire in modo efficace ha bisogno di essere stimato, di sviluppare il sentimento di autostima e il senso di autoefficacia.

Avere fiducia in sé stessi dipende più che dai successi o insuccessi ottenuti, dai criteri di giudizio utilizzati dal soggetto nell’apprezzamento dei risultati ottenuti.  L’autoefficacia è una componente fondamentale dell’autostima e si riferisce alla percezione di raggiungere il successo nell’esecuzione di un compito, ossia il senso di competenza di potercela fare. 

Sentirsi bene, riguardo a ciò che si è, consente di apprendere in modo più efficace. La convinzione della persona di possedere ciò che occorre per la riuscita e il successo migliora la fiducia in sé stessi, promuove lo sviluppo di abilità che mobilitano il soggetto. L’umore, le emozioni, lo stato d’animo positivi accrescono il senso di efficacia personale, mentre quelli negativi lo diminuiscono.

 

Tratto da “Lavorare in Classe con le Emozioni”, dott.ssa Ornella Rossillo

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