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Riforma Accrual: fino al 15 settembre 2026 gli enti possono candidarsi alla sperimentazione - Professional Academy

Riforma Accrual: fino al 15 settembre 2026 gli enti possono candidarsi alla sperimentazione



La riforma Accrual della Pubblica Amministrazione entra in una nuova fase. Dopo il percorso preparatorio avviato nell’ambito del PNRR, la sperimentazione della nuova contabilità economico-patrimoniale per gli enti territoriali si prepara infatti a diventare operativa.
Una tappa particolarmente importante è fissata al 15 settembre 2026, termine entro il quale dovranno essere trasmesse le candidature degli enti destinati a partecipare alla sperimentazione. La scadenza, prevista nel programma di attività esaminato dalla Commissione ARCONET nella riunione del 21 luglio 2026, rende il tema particolarmente attuale per Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni.

 

Raccolta delle candidature

Il programma delle attività nasce a seguito del D.L. 107/2026, che ha affidato ad ARCONET il compito di definire gli schemi dei decreti relativi alla sperimentazione della riforma presso gli enti territoriali, i loro organismi e gli enti strumentali. I lavori dovrebbero prendere avvio a partire da settembre 2026.

Il passaggio più immediato riguarda proprio le candidature. Entro il 15 settembre 2026, la Conferenza dei Presidenti delle Regioni, l’UPI e l’ANCI sono invitati a trasmettere le candidature degli enti sperimentatori, indicando anche almeno un ente strumentale da coinvolgere, che adotti esclusivamente la contabilità economico-patrimoniale.

La stessa scadenza riguarda le candidature ai due gruppi di lavoro che saranno formalmente costituiti in seguito e che avranno il compito di definire gli allegati 4/3 e 4/4 sperimentali. Le candidature potranno riguardare anche esperti esterni alla Commissione, compresi esperti in materia sanitaria.

 

Una sperimentazione ancora da costruire

Il percorso delineato da ARCONET non rappresenta ancora l’entrata a regime della nuova contabilità Accrual, ma una fase fondamentale per definire concretamente modalità, strumenti e procedure della futura applicazione.

Un aspetto particolarmente significativo emerso durante la riunione riguarda la necessità di affiancare la nuova contabilità economico-patrimoniale Accrual alla contabilità finanziaria autorizzatoria. La Commissione ha inoltre chiarito che il D.L. 107/2026 non attribuisce ad ARCONET il potere di semplificare la contabilità finanziaria.

Questo significa che la sperimentazione non può essere interpretata come una semplice sostituzione dell’attuale sistema contabile. Gli enti coinvolti dovranno affrontare una fase nella quale differenti esigenze e modalità di rilevazione dovranno convivere.

 

Il nodo dei software e dell’organizzazione

Tra le questioni affrontate emerge anche quella dei sistemi informativi. È stata evidenziata la difficoltà di pretendere che le software house dispongano già di sistemi completamente adeguati alla sperimentazione. Si è quindi posto l’accento sul concetto di interoperabilità: gli enti interessati dovranno verificare con i propri fornitori se i sistemi utilizzati possiedono le caratteristiche necessarie per partecipare alla sperimentazione.

È un tema tutt’altro che secondario. L’introduzione dell’Accrual non riguarda infatti soltanto le registrazioni effettuate dall’ufficio ragioneria, ma richiede dati attendibili e tempestivi provenienti da diversi settori dell’amministrazione.

Inventario, patrimonio, crediti, debiti, immobilizzazioni, fondi, costi e proventi diventano elementi sempre più importanti per costruire una rappresentazione completa della situazione economica e patrimoniale dell’ente.

 

La riforma non riguarda solo un’area

È probabilmente questo uno degli aspetti sui quali gli enti dovranno concentrarsi maggiormente.La qualità della contabilità economico-patrimoniale dipende infatti dalla qualità delle informazioni raccolte lungo tutto il ciclo gestionale. Per prepararsi alla riforma sarà quindi necessario rafforzare i collegamenti tra ragioneria, ufficio tecnico, patrimonio, tributi, personale, economato e altri settori dell’ente.La fase di preparazione dovrebbe quindi comprendere una verifica dei processi interni, delle banche dati e degli inventari, oltre all’analisi di crediti, debiti, residui, immobilizzazioni e fondi.

Anche il ruolo della formazione diventa centrale: gli operatori dovranno acquisire progressivamente familiarità con la nuova logica economico-patrimoniale, con gli standard ITAS, il nuovo Piano dei conti e le scritture in partita doppia.

 

Cosa devono fare gli enti?

Il 15 settembre 2026 rappresenta dunque una tappa concreta di un percorso più ampio. Anche gli enti che non saranno coinvolti direttamente nella prima fase della sperimentazione devono iniziare a comprendere come cambierà la contabilità pubblica e quali attività organizzative e contabili sarà opportuno rafforzare.

La riforma Accrual richiede, infatti, un cambiamento che non è soltanto tecnico, ma anche organizzativo e culturale: significa passare da una lettura prevalentemente finanziaria dei fatti gestionali a una rappresentazione capace di valorizzarne anche gli effetti economici e patrimoniali.

Per questo motivo, prepararsi per tempo significa innanzitutto conoscere il funzionamento della contabilità attuale, individuare le eventuali criticità e iniziare a costruire le condizioni necessarie per affrontare la transizione.

 

Come prepararsi

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