Home / Blog / Azienda / D.Lgs. 179/2026 sull’Intelligenza Artificiale: cosa cambia per scuole, aziende, Pubbliche Amministrazioni e professionisti
L’Intelligenza Artificiale è sempre più presente nelle attività quotidiane: supporta la produzione di contenuti, l’analisi dei dati, la gestione delle informazioni, l’organizzazione del lavoro e alcuni processi decisionali. La sua diffusione, tuttavia, richiede competenze adeguate, regole chiare e capacità di valutare criticamente i risultati generati dai sistemi.
In questo contesto si inserisce il Decreto legislativo 7 ottobre 2026, n. 179, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 234 dell’8 ottobre 2026. Il provvedimento adegua la normativa nazionale al Regolamento europeo sull’Intelligenza Artificiale (Regolamento UE 2024/1689, noto come AI Act) e interviene sui poteri delle autorità nazionali e sull’utilizzo dell’AI nella formazione, nel lavoro, nelle professioni e nella Pubblica Amministrazione.
Il decreto entrerà in vigore il 23 ottobre 2026. Le disposizioni previste non si traducono in un unico obbligo valido allo stesso modo per tutti: gli interventi variano in funzione del settore e, in diversi casi, richiedono ulteriori atti attuativi. Per scuole, aziende, enti pubblici e professionisti è quindi importante comprendere quali novità li riguardano e quali attività preparare.
1. Scuole: formazione e uso consapevole dell’IA
Il decreto dedica particolare attenzione alla formazione del personale scolastico e allo sviluppo delle competenze sull’Intelligenza Artificiale tra studenti e studentesse.
L’articolo 38 stabilisce che la formazione sull’IA destinata al personale docente, sia in ingresso sia in servizio, sarà disciplinata attraverso un decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito da adottare entro 90 giorni dall’entrata in vigore del provvedimento. La formazione dovrà promuovere la conoscenza dei sistemi di Intelligenza Artificiale e delle tecniche per identificare e mitigare rischi e distorsioni, favorendo un utilizzo consapevole, responsabile ed etico delle tecnologie.
Tra gli ambiti da sviluppare rientrano:
Fino all’adozione del nuovo decreto ministeriale continueranno ad applicarsi le linee guida richiamate dal provvedimento, adottate con D.M. n. 166 del 9 agosto 2025.
L’articolo 36 consente alle istituzioni scolastiche di promuovere, nell’ambito della propria autonomia, attività formative sull’Intelligenza Artificiale coerenti con le linee guida per l’educazione civica. L’obiettivo è sviluppare negli studenti un approccio critico all’utilizzo di queste tecnologie, considerando anche le implicazioni etiche, sociali e civiche.
Il decreto prevede inoltre il potenziamento delle competenze STEAM (scientifiche, tecnologiche, ingegneristiche, artistiche e matematiche) anche attraverso l’impiego dell’AI nella didattica e l’aggiornamento delle indicazioni e delle linee guida pertinenti.
Un ulteriore ambito riguarda l’uso dei social media e delle piattaforme digitali. L’articolo 37 prevede l’avvio, entro 90 giorni dall’entrata in vigore, di un piano di formazione per i docenti, finalizzato anche a sostenere interventi educativi rivolti agli studenti e, quando opportuno, alle famiglie.
Dirigenti scolastici, docenti e figure coinvolte nell’innovazione didattica dovranno seguire l’evoluzione delle indicazioni ministeriali e sviluppare competenze utili a integrare l’IA nelle attività educative senza rinunciare alla valutazione critica, alla tutela dei dati e alla centralità della persona.
2. Pubbliche Amministrazioni: competenze e valorizzazione del personale
Per le Pubbliche Amministrazioni, l’articolo 40 affronta il rapporto tra sistemi di Intelligenza Artificiale, formazione dei dipendenti e innovazione organizzativa.
Il Ministro per la Pubblica Amministrazione è chiamato a indirizzare e coordinare le politiche di reclutamento, formazione di base e continua, riqualificazione professionale e alta formazione del personale pubblico, con l’obiettivo di favorire l’introduzione e la diffusione dei sistemi di AI. È inoltre prevista la definizione, attraverso apposite linee guida, di un quadro minimo di competenze sull’Intelligenza Artificiale necessarie al personale dipendente pubblico.
L’introduzione dell’AI negli uffici pubblici può interessare numerose attività: gestione documentale, ricerca delle informazioni, supporto alla redazione degli atti, analisi dei dati e organizzazione dei procedimenti.L’impiego di questi strumenti richiede però competenze che vadano oltre la semplice conoscenza tecnica. Il personale deve saper verificare le informazioni prodotte, riconoscere eventuali errori e comprendere le implicazioni giuridiche e organizzative del loro utilizzo.
Per gli enti pubblici diventa quindi importante valutare i fabbisogni formativi, individuare gli ambiti in cui l’IA può offrire un supporto concreto e accompagnare l’innovazione con procedure adeguate.Il decreto non stabilisce un unico percorso formativo immediatamente identico per tutti i dipendenti pubblici: il quadro minimo delle competenze dovrà essere definito attraverso le linee guida previste dall’articolo 40.
3. Aziende: sicurezza sul lavoro e decisioni sui lavoratori
Per le imprese, il D.Lgs. 179/2026 affronta due questioni particolarmente rilevanti: l’impatto dell’IA sulla salute e sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e il suo impiego nei processi decisionali relativi ai lavoratori.
L’articolo 42 stabilisce che l’utilizzo dei sistemi di AI che incidono sull’organizzazione del lavoro, sui ritmi produttivi, sulle modalità di esecuzione della prestazione o sui processi decisionali rilevanti per la sicurezza deve essere valutato nell’ambito della valutazione dei rischi prevista dall’articolo 28 del D.Lgs. 81/2008. Il datore di lavoro deve inoltre assicurare un’adeguata informazione e formazione dei lavoratori sui rischi specifici connessi all’utilizzo di questi sistemi e sulle misure di prevenzione e protezione adottate.
La disposizione assume particolare importanza se l’introduzione dell’AI modifica concretamente le modalità di svolgimento delle attività, l’organizzazione dei turni, i ritmi di lavoro o le condizioni nelle quali vengono eseguite le mansioni. Non si tratta, dunque, di considerare l’Intelligenza Artificiale soltanto come uno strumento di produttività: quando il suo utilizzo incide sui rischi lavorativi, è necessario valutarne gli effetti e informare adeguatamente il personale.
L’articolo 41 interviene sui processi decisionali relativi al rapporto di lavoro. Le decisioni finali riguardanti la costituzione, la modifica o la cessazione del rapporto, comprese le valutazioni delle prestazioni e i provvedimenti disciplinari, non possono essere adottate unicamente sulla base di un trattamento automatizzato: la decisione definitiva deve essere riservata a una persona fisica che eserciti un potere effettivo e autonomo.
Il decreto disciplina inoltre gli obblighi informativi e il diritto del lavoratore, su richiesta, di ottenere una motivazione comprensibile della decisione che lo riguarda, con indicazione dell’eventuale incidenza dell’IA e dei principali parametri considerati.La disposizione non comprende, tra le decisioni finali di costituzione del rapporto, le attività di ricerca e selezione delle candidature, anche quando comportino l’esclusione dalle fasi successive della selezione.
Le aziende che utilizzano sistemi di IA dovrebbero quindi verificare:
La verifica deve essere commisurata agli strumenti effettivamente utilizzati e agli effetti che producono. Non tutti gli impieghi dell’IA comportano gli stessi rischi o richiedono gli stessi adempimenti.
4. La formazione sull’AI entra nei percorsi professionali
Una delle novità più significative per i professionisti riguarda la formazione iniziale e continua. L’articolo 47 prevede che i corsi di formazione professionale iniziale e di formazione continua svolti dagli ordini professionali includano percorsi di alfabetizzazione e formazione sull’utilizzo dei sistemi di Intelligenza Artificiale.
I contenuti dovranno comprendere aspetti tecnici, giuridici e deontologici, con attenzione alle potenzialità e ai limiti dei sistemi, alla normativa applicabile e alle responsabilità del professionista, inclusi gli obblighi informativi verso il cliente. Il decreto stabilisce inoltre che i percorsi prevedano un monte ore minimo per ciascun periodo di valutazione della formazione continua previsto dalle disposizioni di settore. Contenuti, modalità di erogazione e periodicità dovranno essere definiti secondo le regole previste dal provvedimento.
Entro sei mesi dall’entrata in vigore, i consigli nazionali degli ordini e dei collegi professionali, nonché gli organismi competenti, dovranno adeguare i propri regolamenti o atti organizzativi in materia di formazione. Le disposizioni riguardano anche, nei casi previsti, i percorsi promossi dalle forme aggregative delle associazioni per le professioni non regolamentate. Per le professioni sanitarie è previsto uno specifico intervento nell’ambito dell’educazione continua in medicina.
5. Quali passi compiere per prepararsi alle nuove disposizioni?
Il D.Lgs. 179/2026 interessa ambiti diversi, ma mette in evidenza una necessità comune: sviluppare competenze adeguate per utilizzare l’Intelligenza Artificiale in modo consapevole e responsabile.
Per affrontare il cambiamento, scuole, aziende, Pubbliche Amministrazioni e professionisti possono iniziare da alcune attività concrete:
Il D.Lgs. 179/2026 segna un passaggio importante nell’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei percorsi formativi, nel lavoro, nelle professioni e nella Pubblica Amministrazione.Le novità riguardano non soltanto l’utilizzo della tecnologia, ma anche la formazione delle persone, la tutela dei lavoratori, la responsabilità professionale e la capacità di verificare criticamente i risultati prodotti dai sistemi.
Per scuole, imprese ed enti pubblici, il percorso richiederà attenzione alle disposizioni applicabili e agli atti attuativi. Per i professionisti, la formazione sull’IA entra espressamente nei percorsi professionali iniziali e continui secondo le modalità previste dal decreto.
Conoscere gli strumenti è il primo passo; saperli utilizzare in modo competente, critico e responsabile è ciò che permette di trasformare l’innovazione in un’opportunità concreta.
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