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Report di Sostenibilità più semplice grazie ai nuovi standard ESRS - Professional Academy

Report di Sostenibilità più semplice grazie ai nuovi standard ESRS



La rendicontazione di sostenibilità cambia ancora. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del Regolamento UE 2026/1563, la Commissione europea ha introdotto una versione semplificata degli European Sustainability Reporting Standards (ESRS), destinati alle imprese che rientrano negli obblighi di rendicontazione previsti dalla CSRD.

La revisione interviene in particolare sulla quantità e sulla tipologia delle informazioni che devono essere raccolte nel Report. L’obiettivo è rendere la rendicontazione ESG più proporzionata, riducendo gli oneri amministrativi per le imprese senza eliminare i principali contenuti informativi richiesti dalla normativa europea.

 

Una riduzione drastica di datapoint

Una delle novità più rilevanti riguarda i datapoint, cioè le singole informazioni che le aziende devono raccogliere per predisporre la propria dichiarazione di sostenibilità.Con i nuovi ESRS il numero dei datapoint obbligatori viene ridotto di oltre il 60%, mentre la riduzione complessiva dei datapoint supera il 70%. Secondo la Commissione europea, le modifiche potrebbero determinare una riduzione superiore al 30% dei costi di rendicontazione per ciascuna impresa.

La semplificazione non consiste però soltanto nella riduzione numerica delle informazioni richieste. Il nuovo impianto punta anche a rendere gli standard più chiari e facilmente applicabili.Tra le principali direttrici della revisione rientrano:

  • una maggiore attenzione ai datapoint quantitativi rispetto alle informazioni esclusivamente narrative;
  • una distinzione più chiara tra informazioni obbligatorie e volontarie;
  • indicazioni più precise sull’applicazione del principio di doppia materialità;
  • una maggiore coerenza con altre disposizioni della normativa europea;
  • un migliore allineamento con gli standard internazionali di rendicontazione della sostenibilità.

 

Tempistiche per l’applicazione

Il Regolamento UE 2026/1563 entra in vigore il 10 novembre 2026, ma la sua applicazione è prevista per gli esercizi finanziari che iniziano il 1° gennaio 2027 o successivamente. Per le imprese interessate, quindi, i nuovi ESRS costituiranno il riferimento per la rendicontazione relativa agli esercizi 2027 e successivi.

Per il 2026 è stata invece introdotta una specifica disciplina transitoria.Le imprese che rientrano nell’ambito di applicazione degli ESRS possono scegliere, per gli esercizi iniziati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026, tra:

  • gli standard precedenti, già modificati dal Regolamento delegato (UE) 2025/1416;
  • i nuovi ESRS semplificati introdotti dal Regolamento 2026/1563;
  • in alternativa, gli standard precedenti beneficiando di alcune specifiche semplificazioni previste dal nuovo regolamento.

La scelta deve essere indicata chiaramente nella Redincontazione di Sostenibilità relativa all’esercizio 2026. Non si tratta quindi di un’applicazione automatica dei nuovi standard: per il 2026 la normativa europea lascia alle imprese una precisa facoltà di scelta.

 

Cosa cambia in concreto per le aziende

La riduzione degli obblighi informativi può semplificare il processo di predisposizione del Report di Sostenibilità, ma non elimina la necessità di organizzare in modo strutturato la raccolta e la verifica dei dati ESG.Le imprese dovranno infatti continuare a individuare gli impatti, i rischi e le opportunità rilevanti e a gestire correttamente il processo di doppia materialità. La revisione degli ESRS interviene soprattutto sulle modalità con cui le informazioni vengono selezionate, raccolte e presentate.

Per le aziende che hanno già predisposto procedure interne per la rendicontazione secondo i precedenti ESRS, il passaggio ai nuovi standard richiederà quindi un’attività di verifica e aggiornamento: occorrerà capire quali dati continueranno a essere richiesti, quali informazioni diventeranno volontarie e quali processi aziendali dovranno essere modificati.

La nuova struttura degli ESRS riguarda inoltre diverse aree della sostenibilità, tra cui cambiamento climatico, inquinamento, risorse idriche, biodiversità, economia circolare, forza lavoro, lavoratori nella catena del valore, consumatori e condotta aziendale.

 

Come prepararsi

La pubblicazione del Regolamento 2026/1563 segna quindi un passaggio importante nel percorso di semplificazione della rendicontazione ESG avviato con il pacchetto Omnibus.Per le imprese soggette alla CSRD, il prossimo passaggio sarà trasformare le nuove disposizioni normative in procedure operative: aggiornare la mappatura dei datapoint, rivedere i sistemi di raccolta delle informazioni, verificare le responsabilità interne e adeguare, dove necessario, la struttura del Report di Sostenibilità.

La semplificazione degli ESRS non significa quindi che la rendicontazione di sostenibilità possa essere gestita senza un’adeguata preparazione. Al contrario, conoscere per tempo le nuove regole consente alle aziende di organizzare il processo di raccolta dei dati in modo più efficiente e coerente con il nuovo quadro normativo.

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